domenica 3 maggio 2020

Comunicazione in Magritte

L'opera del surrealista Renè Magritte mette in evidenza il potere della comunicazione tra due individui, che permette loro di raggiungere il cielo e le nuvole grazie ad un'esperienza che non coinvolge i corpi, ma le menti.
Il pittore considera la conversazione una vera e propria arte perchè, grazie ad essa, si “vola alto” insieme verso una comunicazione piena di significato, emozioni, comprensioni, creatività.
L'arte della conversazione, 1963
Collezione privata

giovedì 30 aprile 2020

STEP 12

De Montaigne e la comunicazione tra gli animali

Michel de Montaigne (1533-1592) è un filosofo francese che nelle sue opere si propone di "descrivere l'uomo, e più particolarmente se stesso". Nei suoi Saggi, l'autore ribalta la tradizionale concezione antropocentrica che pone l'uomo al vertice della natura e nega che l'uomo abbia il diritto di opprimere gli animali, dato che essi, come lui, soffrono e provano sentimenti. 
Nelle pagine dell’Apologie, con l’intento di mettere in luce tutta la presunzione dell’essere umano di ritenersi superiore agli altri animali, l'autore scrive: 
" Quel difetto che impedisce la comunicazione tra esse [le bestie] e noi, perché non è altrettanto nostro che loro? Bisognerebbe stabilire di chi è la colpa del non comprenderci; noi infatti non le comprendiamo più di quanto loro [comprendano] noi. Per questa stessa ragione, esse possono considerarci bestie, quali noi le consideriamo. Non c’è gran meraviglia nel fatto che non le comprendiamo (come succede anche con i Baschi e i Trogloditi)"
Abbandonando un punto di vista antropocentrico, appare chiaro che anche gli animali sono in grado di comunicare al pari degli uomini, i quali non possono comprenderli così come non possono comprendere la lingua di altri uomini che non appartengono alla loro stessa civiltà.
In primo luogo per Montaigne gli animali sono assolutamente in grado di comunicare tra di loro; il fatto che non ci sia comprensione tra gli animali e gli uomini non dipende da un difetto di comunicazione nei primi quanto, piuttosto, da una mancata comprensione da parte degli uomini.
Michel de Montaigne


Bibliografia:
-https://it.wikiquote.org/wiki/Michel_de_Montaigne
-https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_de_Montaigne#Scetticismo_e_animalismo
-http://www.iliesi.cnr.it/pubblicazioni/Ricerche-01-Marras_Schino.pdf

martedì 28 aprile 2020

La tutela costituzionale della comunicazione

Nei Paesi democratici la 'comunicazione', essendo la linfa vitale della democrazia, trova tutela nella Costituzione, che è la legge fondamentale dello Stato. L'art.21 Cost., infatti, recita che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione..."
Bisogna osservare che il legislatore costituente, nel prevedere alcune forme di libertà, non le estende a 'tutti', ma solo ai cittadini. Così, infatti l'art. 16: "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale..."; art. 17:"I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi...".
Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero comprende, invece, non solo i cittadini, ma 'tutti', anche cioè gli stranieri che si trovino nel territorio dello Stato: questo fa intendere che esso è un diritto 'naturale' dell'uomo al di là della sua nazionalità.
Prima pagina dell'originale della Costituzione
Questo principio è chiaramente enunciato nella 'Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali' firmata a Roma il 4 novembre 1950 e resa esecutiva in Italia con la legge 4 agosto 1955 n.848, che all'art. 10 statuisce "Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di opinione e la libertà di ricevere o comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere interferenza di pubbliche autorità e senza riguardo alla nazionalità...". Trattasi di un diritto che adempie anche ad una funzione sociale, perchè assicura "alla collettività il contributo del pensiero di ciascun cittadino e consente la libera formazione della pubblica opinione" (Enrico Spagna Musso, Diritto costituzionale).
Alla luce dei dati normativi suindicati si ritiene che la Costituzione italiana tutela non sono il diritto ad informare, ma anche il diritto ad essere informati, perchè l'essenza della democrazia consiste nell'esprimere liberamente e nel ricevere liberamente idee, pensieri, notizie. L'art 21 della Costituzione tutela il dissenso e ciò è in radicale contrasto con i regimi totalitari.
Va rilevato che la manifestazione del pensiero, pur libera, incontra dei limiti nel rispetto di diritti altrui costituzionalmente tutelati: non vi è una libertà di diffamare o di offendere la dignità o l'onorabilità degli altri, beni giuridici che sono tutelati dal'art.3 Cost. ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale...).
Va, infine, ricordato che la stessa Costituzione all'art. 21 indica che la libertà di manifestare non può offendere il comune sentimento del pudore e questo vale per la stampa, gli spettacoli teatrali, le produzioni cinematografiche etc.

Bibliografia:
-https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf

venerdì 24 aprile 2020

STEP 11

Come cambia la comunicazione ai tempi del COVID-19?




Durante la quarantena, a causa dell'impossibilità di incontrarsi fisicamente, si cerca di comunicare sfruttando le nuove tecnologie (a questo proposito, rimando ad un articolo del mio blog a cui si può accedere cliccando qui).Come scritto nell'articolo del giornale 'La Stampa', da quando il coronavirus ha colpito l'Italia, le chiamate di gruppo su Messenger e WhatsApp sono aumentate, in termini di tempo, di oltre dieci volte. 
Nell'ultimo mese lo scambio di messaggi è cresciuto del 50 per cento, mentre le visualizzazioni delle dirette su Instagram e Facebook Live sono raddoppiate nell'arco di una settimana. I mezzi di comunicazione vengono utilizzati non soltanto per sentirci vicini ai nostri cari, ma anche per diffondere importanti informazioni riguardo alla prevenzione dal virus. In questo caso, la comunicazione per immagini e gli spot a cura del ministero della salute si sono rivelati molto efficaci. 
Istruzioni su come lavare le mani e contenere il contagio sono di fondamentale importanza e, in questo periodo, anche un'immagine significativa con su scritto 'Resta a casa' può fare la differenza per modificare temporaneamente le abitudini degli italiani.
'Le dieci regole' del governo

Nonostante questo, bufale e disinformazione sono presenti in modo massiccio, soprattutto sul web e sui social network. Le fake news vengono diffuse mediante messaggi inoltrati su WhatsApp, foto, articoli, affermazioni di politici o esperti e districarsi diventa difficile anche per i più attenti. In momenti di incertezza, come quello che si sta vivendo oggi, il flusso di false notizie diventa incontrollabile.


Bibliografia:
-https://www.lastampa.it/tecnologia/news/2020/03/25/news/chiamate-aumentate-di-dieci-volte-youtube-netflix-il-coronavirus-rischia-di-far-crollare-internet-1.38635450-https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/03/20/news/coronavirus_come_nascono_la_fake_news-251764762/

Aumento delle chiamate di gruppo in Italia

Osservazioni sulla lezione 24/04/2020

Durante la lezione di oggi, in cui è stato trattato il ruolo di divinazione e futurologia non solo tra gli indovini, ma anche in ambito scientifico, sono stata colpita dalla vicinanza tra arte divinatoria e ingegneria. A primo acchito sembra che le due espressioni siano tra loro ossimoriche, ma in realtà ho scoperto un nuovo volto dell'ingegneria, che non si riduce al mero calcolo, ma è sicuramente,in parte, immaginazione. Infatti, gli ingegneri elaborano idee, progetti  (che, come ho imparato oggi, deriva dal latino proiecere, che si può intendere come 'lanciare i dadi', 'gettare avanti'), facendo riferimento a modelli considerati validi grazie all'esperienza precedente. In un progetto si percepisce la necessità di previsione del futuro esattamente come accade nel fegato bronzeo etrusco che rappresenta una mappa del templum celeste, e questo avviene perchè da sempre conoscere il futuro dona all'uomo tranquillità.
Il fatto che ingegneri che hanno fatto la storia come Filippo Burzio e Vilfredo Pareto si siano dedicati successivamente all'economia e alla sociologia mi rende ancora più consapevole della poliedricità dell'uomo ('quest'uomo raro, questa autentica personalità, che m'incantò', afferma Burzio), che ha la capacità di scoprire sempre nuovi interessi, senza focalizzarsi, come direbbe al contrario Pirandello, in una 'forma' ben definita.

giovedì 23 aprile 2020

Kierkegaard e la comunicazione filosofica

Soren Kierkegaard, filosofo danese vissuto nella prima metà dell'Ottocento, viene considerato il precursore dell'esistenzialismo novecentesco. Il suo studio, infatti, si focalizza sull'esistenza del singolo e sul ruolo negativo della possibilità, che implica inevitabilmente la scelta.
Un aspetto della riflessione del filosofo è la comunicazione filosofica, intesa come questione riguardante il modo di comunicare la filosofia.

Kierkegaard divise la sua produzione filosofica in 3 modalità di comunicazione:

Soren Kierkegaard

  1.  la comunicazione diretta, usata per le opere che vengono pubblicate a sua firma (come quelle di contenuto religioso);
  2.  la comunicazione indiretta, che utilizza nelle opere che vengono pubblicate sotto uno pseudonimo (come Aut Aut, La malattia mortale, Il concetto dell'angoscia e Briciole di filosofia);
  3. Gli scritti non destinati alla pubblicazione come il Diario.


Secondo l'autore,scopo della comunicazione deve essere quello di far maturare al destinatario un’esperienza personale e di chiamarlo in causa non solo nella sua razionalità, ma nella sua personalità, per la quale egli è quello che è. Di fronte alla comunicazione , infatti, il destinatario deve maturare una propria posizione personale. Attraverso la lettura, il lettore delle opere di Kierkegaard giunge a conoscere se stesso e a prendere posizione, a fare una scelta intorno a ciò che legge.




Bibliografia:-https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_filosofica_(Kierkegaard)-https://anki.altervista.org/appunti/riassunti/Kierkegaard_comunicazione_esistenziale.pdf

lunedì 20 aprile 2020

Il telefono di Dalì

'Telefono aragosta'
Salvador Dalì, 1936
Tate Modern, Londra
Il Telefono Aragosta di Salvador Dalí (1936) è il risultato della collaborazione tra il pittore e l’amico e mecenate Edward James, che lo spinse alla creazione di quest'opera. James, infatti, si trovava in visita a casa di una signora che, nell’atto di rispondere a un telefono che stava squillando, impugnò un’aragosta. L’accostamento comico tra un telefono e un’aragosta fece nascere l’idea per l’opera di Dalì.
L’aragosta è un simbolo a cui Dalí fa spesso riferimento nella sua arte; il crostaceo, infatti, appare in disegni e progetti associati di solito al piacere erotico e al dolore e viene considerato uno dei 'marchi di fabbrica' dell’artista.
L’associazione tra oggetti comuni e umorismo era uno dei principi del Surrealismo e il Telefono Aragosta ne è un classico esempio.


Bibliografia:
-https://filosofiadelgusto.wordpress.com/2013/03/21/dali-e-la-simbologia-del-telefono-aragosta/
-https://www.theartpostblog.com/tate-modern-opere/

LEZIONI AMERICANE

 “Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso d...